Orbán corre ai ripari: misure anti-corruzione per “salvare” i fondi europei

Il governo ungherese spera di evitare la sospensione dei fondi comunitariappena proposta dalla Commissione europea. Il giorno dopo l’annuncio del congelamento di 7,5 miliardi di euro, a causa del rischio sistemico di corruzione e uso improprio dei finanziamenti europei nel Paese, l’esecutivo guidato da Viktor Orbán ha presentato un pacchetto di nuove misure anticorruzione e sembra deciso a soddisfare le richieste di Bruxelles.

Misure anti-corruzione

“Nel caso in cui il governo ungherese non volesse adempiere agli impegni presi, verrebbero applicate sanzioni finanziarie. Ma il governo ungherese non ha motivo di non adempiere agli impegni che ha assunto, noi rispettiamo le promesse fatte. Pertanto l’ipotesi di possibili sanzioni è per noi di secondaria importanza”, ha spiegato Tibor Navracsics, ministro del Territorio ungherese incaricato dei negoziati con la Commissione.

L’iniziativa si inserisce in un lungo processo negoziale tra Bruxelles e Budapest, cominciato ad aprile con l**’attivazione da parte della Commissione del meccanismo di condizionalità** che lega l’esborso dei fondi al rispetto dello stato di diritto.

L’Ungheria ha allora annunciato 17 riforme per rispondere alle preoccupazioni dei commissari, tutte da presentare e attuare nei mesi autunnali. Nel Paese nascerà nuova agenzia anti-corruzione, con esperti indipendenti e verranno modificate le regole degli appalti pubblici, per ridurre le gare d’asta con un solo offerente. 

La diffidenza di Bruxelles

Ma sono in molti a non fidarsi delle promesse di Orbán, come Garvan Walshe, direttore dell’associazione  Articolo7, intervistato da Euronews.

“Bisogna esaminare bene queste preseunte garanzie, come la nuova autorità anti-corruzione, che dovrebbe essere istituita. La domanda è se sarà davvero efficace e come farà l’Unione Europea a garantire che sarà realmente indipendenti? Mi sembra che ci sia un po’ di ingenuità nei confronti dell’Ungheria”.

Lo stesso commissario europeo al Bilancio, Johannes Hahn, ha detto che l’Ungheria si muove nella giusta direzione, ma per il momento le preoccupazioni della Commissione rimangono e i rischi legati alle violazioni dello stato di diritto sono concreti.

Le misure di sospensione dei fondi comunitari possono essere ritirate in qualsiasi momento dalla Commissione, se considera risolto per cui al momento il rischio di violazioni rimane. La decisione finale sul congelamento dei fondi spetta invece al Consiglio dell’Unione, chiamato entro un mese ad approvare a maggioranza qualificata, o a respingere, la proposta.

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