Mentre l’Italia è sull’orlo del fallimento la politica perde tempo a discutere del nulla. L’analisi di Andrea Pasini – Libero Quotidiano

Andrea Pasini

L’economia del nostro Paese sta andando a rotoli, portando con sé svariati problemi molto seri, come ad esempio la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, che potrebbero sfociare, se non gestiti in tempo, in un serio pericolo all’ordine pubblico. L’economia del nostro Paese è da troppo tempo in uno stato difficile. Stiamo assistendo a rincari di luce, gas, materie prime, trasporti, packaging e generi alimentari mai visti dalla storia della nostra Repubblica, tutti dovuti a una speculazione fuori controllo che sta distruggendo giorno dopo giorno il tessuto economico della nostra nazione. Gli imprenditori, sia piccoli che medi, sia i grandi colossi dell’industria italiana, nel 90% dei casi stanno lavorando a perdere in quanto non riescono a  gestire i costi di produzione. La stessa cosa vale per i fornitori e per il consumatore finale che vede il prezzo del solito carrello lievitare in maniera spropositata e che di contro non vede aumentare il proprio stipendio. 

Quella che si staglia all’orizzonte è un situazione devastante sotto il profilo economico ma anche psicologico in quanto imprenditori che da decenni, con sacrifici e rinunce, hanno dedicato la loro vita alle proprie aziende non vedono una via di uscita a questa catastrofe probabilmente dettata da un disegno molto più grande di noi. 
Ad oggi la politica non sembra essere stata in grado quantomeno di arginare la continua crescita dell’inflazione e della speculazione e del continuo e crescente aumento dei prezzi di elettricità e gas. È una vergogna! E lo voglio dire a gran voce. Mio padre è un umile imprenditore che per decenni ha dedicato la sua vita a far crescere e curare la propria azienda. E sì, la sua azienda per lui è come un figlio. Negli anni è riuscito con il sacrificio e tantissime rinunce a mantenere una azienda sana, affrontando con coraggio e lungimiranza tutti quei problemi che quotidianamente un imprenditore si trova a gestire e vivere sulla propria pelle, ma è riuscito con spirito di sacrificio e tanta forza a gestire una realtà senza debiti e mantenendo sempre uno standard di prodotto di qualità e, soprattutto, 100% made in Italy. Ora, dopo l’ultima bolletta arrivata in azienda del mese scorso, dopo aver visto che nell’arco di tre settimane le materie prime che trasforma in prodotto finito sono aumentate di più del 30% e dopo i contini aumenti che tutti i giorni arrivano in azienda, in un momento di crollo psicologico ha versato due lacrime e la disperazione gli si leggeva in volto. «Non si può più continuare così» mi ha detto con la voce rotta. «Qua ci fanno fallire tutti».  Non vi nascondo e non mi vergogno nel raccontarlo che anch’io da figlio mi sono messo a piangere nel vedere mio padre, un uomo di più di settant’anni che dopo una vita di sacrifici e rinunce al posto che godersi un po’ di meritata serenità nel cortile della sua azienda si appoggia a un muro con lo sguardo perso nel vuoto e si mette a piangere per la disperazione nel vedere che ogni giorno che passa il futuro è sempre più buio e incerto. E quello che più mi fa rabbia è che la situazione è destinata sempre di più a peggiore. Ora mi chiedo quanto ancora possiamo sopportare questa tragica situazione. Mentre la politica discute e si divide su chi andrà a fare il ministro, mentre i partiti litigano per la successione del segretario di partito l’economia italiana va a rotoli e i cittadini si impoveriscono sempre di più. L’Europa ad oggi ancora non ha fatto nulla. La Germania fregandosene degli altri paesi della UE vara un finanziamento enorme di risorse economiche per mettere in sicurezza la propria economia calmierando le bollette di luce e gas. La Francia farà altrettanto. L’Olanda si arricchisce ogni giorno sempre di più. E noi invece aspettiamo e aspettiamo. Ma io non riesco a capire quanti giorni ancora dovremo aspettare prima che qualcuno nei palazzi romani faccia qualcosa di concreto. Per una volta, una sola volta, la politica non può dimostrare serietà? I partiti di sinistra e di destra e movimenti vari si dovrebbero sedere tutti uniti intorno a un tavolo con l’attuale governo in carica e all’unanimità trovare una soluzione immediata per bloccare questi folli aumenti. Ed invece no! Si parla, si parla e si litiga e alla fine non si fa nulla.
E i giorni passano e le aziende chiudono e gli italiani diventano sempre più poveri. Una vergogna!  Secondo gli ultimi dati, infatti, le bollette della luce per famiglie e imprese aumenteranno di un ulteriore 59% nell’ultimo trimestre del 2022. Un dato che porta l’ammontare totale di fine anno, a superare il 100% rispetto al 2021. A fine anno, le nostre bollette saranno infatti passate da 632 euro a circa 1.322. 

Ci troviamo di fronte a una vera e propria Caporetto. La nostra classe politica deve fare qualcosa. Non c’è più tempo, bisogna intervenire per contenere il rialzo nel trimestre ottobre-dicembre. Il tessuto economico italiano sta morendo giorno dopo giorno e la politica che fa? Parla e litiga. Litiga e promette. Promette e non mantiene. Poi che qualcuno non si domandi il perché sempre più italiani non vanno più a votare. Poi non ci si domandi il perché gli elettori non credono più  nella politica. Ci vuole coraggio, concretezza e professionalità. Avrei la curiosità di sapere quanti dei neo eletti alla Camera e al senato hanno lavorato almeno un giorno della loro vita. Quante di queste persone hanno conosciuto cosa significa avere delle responsabilità lavorative, quanto conoscono e hanno vissuto sulla propria pelle cosa significa fare l’imprenditore oggi e arrivare in azienda tutti i giorni e gestire decine e decine di problemi. E vorrei sapere quanti sanno che cosa significa fare il dipendere a 1000 euro al mese nel migliore dei casi e tornare a casa e trovarsi da pagare una bolletta triplicata e per mangiare andare al supermercato e pagare la spesa il 20%. Basta! La gente è stufa. Come si fa a legiferare sui temi che riguardano il lavoro senza conoscere cosa significhi lavorare e senza aver mai lavorato in giorno nella propria vita?

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